AI: una breve riflesione

 AI: una breve riflessione


Riflettevo in questi giorni sull'uso dell'intelligenza artificiale, in molti ne parlano e ne discutono tutt'oggi. 
Personalmente, non sono tra le persone che considera che essa sostituirà l'essere umano, anzi, penso che possa essere un modo per facilitarci la vita, a patto che ognuno di noi ne faccia un "buon uso". 

Ma cosa intendo personalmente per "buon uso"? 
A mio parere, l'AI deve essere un mezzo per raggiungere uno scopo, non lo scopo stesso. 

Lo scopo qual è quindi? Cosa intendo per facilitarci la Vita?
Beh, lo scopo può essere lavorativamente parlando abbreviare i tempi di ricerca, modificare velocemente un testo. A livello personale, può essere usato per ritoccare velocemente le foto, scrivere al meglio dei messaggi...etc...

La parola chiave di queste riflessioni è la parola "VELOCITA'". In ogni ambito presente, l'AI può velocizzare l'ottenimento di uno scopo o obiettivo. 


Quindi perché rifiutarla?
Qualcuno direbbe che non è giusto utilizzarla, perché l'essere umano perderebbe alcuni modi di vivere, lavorare sentire, pensare, perché ad esempio leggere un libro o fare una ricerca in modo "tipico" verrebbe fatto con lentezza e con capacità di assimilazione "dati", cosa che farebbe l'AI al posto nostro, quindi si, in parte sostituirebbe l'essere umano. Ma più precisamente ne sostituirebbe le AZIONI.

Scindo l'essere umano dalle sue azioni, perché son cose differenti. L'essere umano compie delle azioni, ma non è definito solo da esse. Egli ha un cervello pensante, 5 sensi e arti per compiere azioni, ma ha anche un cuore e un'anima, la sua parte emotiva e spirituale, per provare emozioni.


E proprio qui, nasce la differenza tra AI e essere umano, l'AI può sostituire le azioni umane, gli arti, i sensi in parte, ma non può assolutamente provare emozioni come un essere umano o almeno non ora. E in definitiva mai, perché l'emozione umana, non può essere universale e programmabile, proprio perché non deriva da una causa/effetto. L'emozione umana è qualcosa di naturale, spontaneo, non sempre riconducibile ad una sola causa e non sempre derivabile da qualcosa di fisso, definitivo e tangibile.

Quindi, per chiudere questa riflessione, si è vero l'AI può sostituire una parte dell'essere umano, la parte materiale, tangibile, fisica, legata ad un'azione, ma non potrà mai sostituire la parte emotiva, interiore, spirituale, non tangibile, eterna dell'essere umano, cioè la parte sentimentale e quindi i sentimenti.

Valen

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